Milano - Di tetto in tetto - Comunicato


Di tetto in tetto

Ieri a Torino, dopo due giorni di resistenza, è stato sgomberato un palazzo da poco occupato a Porta Palazzo.

Un'occupazione in grande stile, maturata da un'intenzione ostile, inaugurata nel segno della lotta contro i Cie e le espulsioni, nel pieno di in un quartiere che ben conosce la guerra ai poveri e i suoi esecutori in divisa.

Anche questa volta, come a Milano due settimane fa, gli occupanti hanno scelto di resistere.

Nessuna mediazione possibile, nessuna facile resa.

In otto salgono sul tetto, altri per strada, accorrono in solidarietà. Da Radioblackout si apprende di alcuni blocchi in giro per la città.

Ma gli sbirri hanno atteso la notte per agire indisturbati e distribuire equamente quella violenza che sono soliti dispensare quotidianamente nelle strade, nei mercati "abusivi" di Porta Palazzo, nei locali della Questura, nei Centri per immigrati.

Caricano, inseguono, vogliono prendere qualcuno. Alcune barricate improvvisate tentano di rallentare l'inseguimento. Parte la caccia all'uomo: alcuni bar e cortili della zona vengono rastrellati, un compagno viene raggiunto a casa, gli sfondano la porta per arrestarlo. Altri vengono fermati per strada e tradotti in Questura. In tre finiscono in carcere alle Vallette.

La guerra alle classi pericolose si estende ad ogni complice potenziale o effettivo che sia.

Il messaggio di polizia è chiaro e non rappresenta novità alcuna.

E' un leit motiv a cui molti si sono tristemente abituati negli anni.

Il segnale forte che ci arriva da Torino è un altro.

E' un segnale che inizia a rimbalzare qua e là e a trovare sponde sempre nuove.

C'è un bisogno diffuso di altezza.

Un'esigenza pressante che invita a sollevarsi da terra per alzare il tiro.

Per guardare la città dall'alto e trovare nuovi punti di vista: da cui osservare l'orizzonte, organizzare la resistenza e dare indicazioni pratiche al proprio contrattacco.

Assesteremo colpi e insieme ne incasseremo.

Ogni battaglia vinta ci mostra la forza di ciņ che già abbiamo.

Ogni battaglia persa ci mostra l'assenza di quello che ancora ci manca.

Ma l'intelligenza e le passioni che si sviluppano, di volta in volta, accrescono un patrimonio collettivo da cui tutti potranno attingere.

Da via Savona a Porta Palazzo, da Gallarate a Terzigno

Un omaggio a chi resiste

Di tetto in tetto, di strada in strada

fu bottigliera.ora stamperia


indietro